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Lei e lo sposo erano arrivati insieme, sulla loro macchina scassata. Anna era vestita molto semplicemente, ma indossava tutto quello che la tradizione prescrive, qualcosa di nuovo, qualcosa di blu, qualcosa di prestato... Si stringeva le mani vuote, un po' inquieta. La madre di lui sembrava arrabbiata, nervosa. Non era soddisfatta di quel matrimonio. La cerimonia fu breve, lo scambio degli anelli, la firma del contratto e già stavano per uscire. Proprio allora arrivò il cognato di Anna, trafelato, correva cercando di non far rumore e buttò sulla sedia della sposa un cartoccio di rose malamente legate con un elastico e incartate in un giornale umido. Lei sentì il tonfo e si guardò alle spalle distrattamente. Il tuo bouquet, le disse qualcuno. |
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