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Da sola è come ammalata con le calze di lana per la febbre e una camicia corta sopra il ginocchio. Le cade l'occhio allo specchio: scriverà una lettera domattina, è inutile lavarsi e l'acqua poi, sarebbe così calda? Convalescente evanescente molto morbida e malata. La camicia, quella azzurra a righe, a un gancio appesa vuota - il colletto e collo e polsi e poi ancora braccia lisce - possibile sia così morbida la pelle addosso a te? - Ancora a non finire mai di raccontare in versi i versi di una rima la più piena di parole. È oggi il giorno, appena un giorno dopo. Ma non tiene sangue, non regge cuore. Noi, ognuno una finestra: fila da te luce sotto porta, batte alla parete, si rialza? A blando abbraccio appesa, tirar muscoli, levare tacchi, difficile pensare - sciolta - ricordare a braccio ogni, se non tutti, bacio. ©2001, Alessandra Buschi Italy scrivi all'autrice |