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Milano Bordighera contando le gallerie Partenza Milano Centrale 15:10 consueto lieve ritardo Prima galleria, lunga, dopo Tortona, una corta subito dopo (due) Campagna con centrale elettrica, Arquata Scrivia, il treno rallenta moltissimo vagoni carichi di tronchi d'albero Una galleria lunga (tre) prima di attraversare valletta ripida, una galleria lunga (quattro) valle con cimitero di cemento Ronco S. Una galleria lunga mi viene sonno (cinque) una breve una medio breve (sei, sette) una medio breve (otto) una breve (nove) una medio breve (dieci) una medio breve (undici) subito dopo un'altra idem (dodici) una cortissima (tredici) Una galleria media, una breve, una media (quattordici, quindici, sedici), una subito dopo molto breve (diciassette) Una galleria media, quindi forse normale, potrei smettere di definirla (è la diciottesima), una galleria, una galleria cortissima, subito dopo una normale e poi un'altra (diciannove venti ventuno ventidue) Medio breve, breve, molto breve, lunga (dalla ventitré alla ventisei) Una galleria larga alla stazione di Genova piazza Principe (ventisette) Si riparte in senso contrario, una galleria che sbuca lungo il porto, una che sembra più buia dopo il sole, incrociamo un treno illuminato (due) (ventinove) Sampierdarena Una galleria con finestre, una galleria vera, entrambe brevi, il porto, Genova Sestri P., il mare là dietro al filo spinato I sottopassaggi non contano, non contano i viadotti Una galleria, mare fra moli e dighe, mare vuoto, cantieri, Pegli Una galleria breve, una meno breve, una galleria (sto perdendo il conto ma potrebbero essere trentacinque), una breve, un'altra breve, il mare a sinistra, azzurro Una galleria media, si stanno addormentando quasi tutti Una galleria breve, una media, un fiume con la sabbia nera, un'altra, dopo un attimo una breve (quarantadue) e subito dopo una piuttosto lunga Una corta, una media pausa di un attimo e un'altra media, sole sulle mani, una cortissima, altra breve subito dopo (quarantotto) altre due gallerie attraversate dal treno quasi senza soluzione di continuità, zona piatta con orti, una galleria lunga (cinquantuno), Savona, sole negli occhi, un tizio russa ma gli suona il telefonino, io non faccio neanche pipě per essere sicura di contare giusto ma comincio a avere qualche dubbio, forse una e poi il mare, bel colore blu Una brevissima, un'altra ugualmente breve, una lunga, una lunga, una normale un'altra (cinquantotto), paesi brutti, palme, finestre sigillate fuori stagione fuori orario, Loano, ancora un'ora uffa, quello che russava legge Stop e sperando di passare inosservato si accarezza le palle con un affetto che probabilmente non ha per nessuna donna Una galleria, rallentamento al Ceriale, mare di qua cimitero di auto di là , tutte belle impilate non come gli sfasciacarrozze dove andavo con il mio fidanzato quando avevamo la Vauxhall che perdeva i pezzi, Albenga, larga, aperta più delle altre zone qui intorno Una galleria media, ginestre fiorite, una breve, una brevissima, una media (sessantatré) con il controllore che a momenti mi fa perdere il conto, Alassio, i colori dei fiori Una galleria forse, o un passaggio sento l'ombra passarmi sulla testa, questa non la conto Una breve una brevissima una breve una breve, Diano Marina, dove le ferrovie sperimentano la nuova segnaletica (scritta più piccola, meno leggibile, futura corsivo) Una galleria lunga (sessantotto), una più corta, a Imperia siamo su un terrapieno e il mare appare come un muro sopra i tetti, per via della luce e dell'orizzonte alto, una scolaresca francese urlante che cerca i posti prenotati e mi sfratta, nella fretta sto per dimenticare la valigia Una galleria, un'altra, sole in faccia, una corta, riverberi sui vetri delle serre, due clandestini albanesi mi sorridono Una lunga, il buio abbaglia improvviso dopo tutta quella luce, una breve, una, un'altra, adesso una lunga, una media (settantasette), quattro brevi (ottantuno. Chissà se ho contato bene) Carla Della Beffa 1998 |